Social Point In Azione

 

Dipartimento di Salute Mentale di Modena e Social Point

promuovono una giornata di formazione e confronto sul progetto Social Point

SPIA

Social Point In Azione

Modena, 10 Marzo 2011 presso lo Spazio La Tenda di Viale Molza (indicazioni)
dalle ore 14 alle ore 19

Sarà un’occasione di formazione e confronto sul progetto Social Point; in cui verranno esposti i dati delle ricerche condotte nell’ambito dello sportello e ci si confronterà con i protagonisti del progetto: utenti, operatori, cittadini.

I RELATORI

Gli utenti, gli operatori, i famigliari, i cittadini coinvolti nel progetto;
Fabrizio Starace, Dipartimento di Salute Mentale di Modena;
Andrea Landi Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena;
Luca Negrogno, sociologo – Valentina Poggi, Tecnica Riabilitazione psichiatrica
che hanno svolto attività di ricerca in Social Point;
Francesca Maci, dottore di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano.

FORMAZIONE CONTINUA IN MEDICINA

Sono stati richiesti i crediti ECM per medici, psicologi, infermieri professionali, educatori professionali e TERP.

LA PARTECIPAZIONE

La giornata è rivolta ad operatori, utenti, famigliari e cittadini interessati. La partecipazione è gratuita.

ISCRIZIONI

Per iscriversi si può telefonare alla segreteria organizzativa nei giorni di lunedì mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12 al numero 345-2833360 o alla mail: info@socialpointmodena.it entro il 7 marzo 2010, inviando i propri dati anagrafici, titolo, professione ed ente di appartenenza.

in collaborazione con

Associazioni “Insieme a Noi” e “Idee in circolo”; Centro Servizi per il Volontariato, Consorzio di Solidarietà Sociale, Le Parole ritrovate

Con il patrocinio del Comune di Modena

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Giornata della memoria: per non dimenticare

Dovevo scrivere ieri, ma non ce l’ho fatta. Così cerco di rimediare oggi, non posso far passare sotto silenzio un pezzo di storia  importante, impressionante, raccapricciante, come lo sterminio degli ebrei.
Ieri sera sono andata a trovare mia figlia, quando mi ha aperto la porta mi ha detto:” Vieni vieni mamma c’é un bel film per televisione. ” Il film era quasi finito, ma proprio alla fine del film ho colto una frase che mi ha fatto pensare….Il protagonista era un ragazzo di quindici o sedici anni che  al termine della guerra riesce a salvarsi e a tornarsene a casa, ma a casa non trova nessuno,la sua famiglia é dispersa e i vicini lo mandano via perché lui non risponde alle loro domande, anzi lui risponde con un’altra domanda:”Perchè non ci siamo ribellati?!”
Il ragazzo si trova così di nuovo in strada con la testa piena di domande e dice tra se’: “Eppure anche al campo di concentramento c’era qualcosa di bello, se mi faranno altre domande glielo dirò.” Il film finisce e io comincio a riflettere: come é possibile trovare qualcosa di bello in un lager nazista? forse é la speranza? no la speranza no perché sperare per tanti anni, come nel caso degli ebrei,porta solo a una grande delusione e frustrazione. Allora ? La fame il dolore fisico e mentale? la morte quotidiana di bambini di disabili di malati di mente? Che messaggio dovevo trarne dalla storia oltre l’orrore?  Forse ci sono, forse ho capito…..di bello c’era la solidarietà tra i deportati, l’ aiuto che si davano l’un l’altro per resistere, ma poi un altro pensiero mi ha assalito: ma l’essere umano per tirare fuori da se’ stesso questi nobili sentimenti che dovrebbero essere naturali come respirare, deve passare attraverso l’odio, la morte e la perdita del senno? Altro che disagio mentale, che pazzia ci é presa che razza di gente siamo?!

28 gennaio 2011

Franca Camilli