Tempo Libero

Pubblichiamo qui di seguito il post apparso su Salute Rock, il blog del dott. Giovanni Rossi di Mantova, che ringraziamo per il bellissimo contributo sul convegno di giovedì 10 marzo :

TEMPO LIBERO

A Modena esiste Social Point. Si occupa di creare occasioni di incontro tra il mondo delle persone che hanno problemi di salute mentale e le persone “normali”.

Arrivando alla giornata formativa promossa da Social Point, la prima persona che mi è venuta incontro con un gran sorriso e mi ha abbracciato è stato Sesto. L’ho conosciuto una quindicina di anni fa in una cella dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, dove era internato. Non aveva ucciso nessuno. Semplicemente alcuni suoi comportamenti antisociali l’avevano portato lì dentro. Poi annualmente uno psichiatra di Modena dichiarava che non aveva una proposta alternativa, e così Sesto restava in OPG.

Dopo quell’incontro abbiamo deciso con Sesto, e assieme alla sua famiglia e agli operatori sia della psichiatria che del volontariato e delle cooperative sociali, che un’alternativa doveva esserci. E così è stato.

Ora è Sesto che mi accompagna all’interno della sala. E’ lui il padrone di casa.

Ci sono storie che assumono un valore simbolico. Sesto, per me, è anche un simbolo. Rappresenta la capacità che Modena ha di farsi carico delle persone “deboli”. Non a caso da bambino è stato accolto dal Patronato dei Figli del Popolo, fondato nel 1874 come un’istituzione con lo scopo di fornire istruzione e riparo ai bambini e ragazzi senza alcuna risorsa economica.

Nell’intenzione dei fondatori il Patronato si proponeva di diventare quasi un sostituto dei genitori molto poveri che non erano in grado di fornire niente ai propri figli, lasciandoli spesso a mendicare la carità per la strada. Per questo la Società Operaia di Mutuo Soccorso, basata sui principi del mutualismo reciproco e della cooperazione tra i soci, aveva costituito il Patronato.

Ed ora è proprio Sesto ad introdurmi nella sala dell’incontro del Social Point.

E’ un incontro di formazione per i professionisti della salute mentale, che  sono in fila per l’iscrizione. Ma è anche un luogo d’incontro “normale”. Nella sala c’è  il bancone del bar con il solito via vai di caffè e chiacchiere. E poi ci sono i relatori/formatori, alcune decine, che si alternano sulle quattro seggiole, loro riservate, per poi tornare tra il pubblico. Infine la presidenza. Non c’è. La conduzione dei lavori, e anche gli stacchi musicali, sono affidati alla redazione della Radio Liberamente.

Guardo al pubblico. E’ un misto. Ci sono tutti. Quelli che negli ambulatori stanno dietro la scrivania e quelli che si siedono di fronte. Quelli che in ospedale ci vanno a lavorare e quelli che ce li portano per il ricovero.

C’è il Direttore del Dipartimento Salute Mentale che riconosce il pieno diritto di cittadinanza del Social Point all’interno dei servizi professionali e ci sono i numeri : le 67 associazioni che per mission non si occupano di salute mentale, ma che sono state coinvolte nei progetti.

Ad esempio nei percorsi collettivi : radio, teatro, atelier, stadio, corale, danza, redazione multimediale, parole ritrovate, biblioteca, uditori di voci, video l’equilibrista, gite/vacanze, utenti esperti, Africa, up & go.

Tempo libero, insomma.

Mi colpisce che per tutta la durata dell’incontro nessuno parli di televisione. Anche se sappiamo che è proprio la Televisione che intrattiene i “normali” per molto del loro tempo libero. Sarà che in questo incontro di persone passive non mi pare di vederne. Evidentemente il Social Point realizza il suo claim : In Azione.

Sono contento che mi abbiano invitato. Tempo libero ben utilizzato.

La parola di oggi è tempo libero

Fatevi sentire

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