Ritorno da Muyeye

Fareassieme lla nostra scuola a Muyeye è un progetto di “Parole Ritrovate” e “Itake” per costruire una scuola superiore in Kenya.

Raccolti i fondi molti gruppi sono partiti per verificare i lavori. L’ultimo è partito il 12 Febbraio 2011 e noi vi riportiamo un racconto dell’esperienza.

Reportage della nostra avventura del nostro secondo viaggio in Africa.

Il viaggio

Arrivati a Verona abbiamo dovuto superare un problema che ci ha dato qualche pensiero, infatti mia figlia ha avuto un malore. E’ stata subito soccorsa dalla guardia medica dell’aeroporto, ma sia io che il resto del gruppo ci siamo preoccupati. Mancava poco più di un quarto d’ora al decollo e io e Manuela eravamo ancora nell’infermeria aeroportuale. Fortunatamente mia figlia si é ripresa e all’ultimo momento siamo riuscite ad imbarcarci con gli altri. Il resto del viaggio é stato tranquillo e siamo arrivati in orario a Mombasa.

All’aeroporto di Mombasa ci aspettava una coda di circa due ore per regolarizzare i nostri documenti; avevamo caldo ed eravamo stanchi. Superata l’immigrazione ci prepariamo per l’ultimo step: prendiamo il pulmino per andare all’hotel, ma ci sono volute altre due ore di viaggio!

L’hotel era semplice, ma accogliente e gradevole,pulito e circondato da un bel giardino con piscina, i camerieri erano gentili e disponibili,

alcuni di loro parlavano bene italiano. I bungalow erano dislocati in vari punti del giardino; all’interno c’era il bagno la cucina e un ampia camera da letto. All’esterno, dalla parte posteriore della camera, c’era un bel patio arredato con delle comode poltroncine, un tavolo con le sedie e la possibilità di stendere gli asciugamani.

Gli occhi dei bambini il sole il mare il vento

Mi sei piaciuta Africa,nonostante gli occhi dei tuoi bambini  che senza parlare, raccontavano tutta la loro storia di sofferenza dignitosa come solo un popolo può esserlo nella povertà. Africa con la tua rassegnazione, con la tua umiltà, con le tue capanne fatte di fango non mi hai fatto pensare con tristezza ad una situazione estrema, ma ho sentito l’inaccettabilità della tua condizione, di chi non ha mai tregua nella ricerca di una ragione per vivere e sperare in un domani migliore. Per la tua gente  non c’é interruzione ogni giorno si combatte per la sopravvivenza, la tua gente umile e quindi forte, sorridente e quindi fiduciosa, mai troppo triste, mai troppo furba, mai arrabbiata, vive con onestà verso sé stessa. Africa ti ho sentita grande come se tu fossi la madre del resto del mondo.. nel sole, nel mare e nel vento.

Momenti di verità

Il nostro gruppo si é comportato bene, abbiamo avuto qualche attrito come quasi sempre succede quando si vive in comunità, però abbiamo superato le contrarietà, perché ci siamo seduti in cerchio e abbiamo parlato apertamente della situazione un po’ stagnante che si era creata. Quasi tutti abbiamo partecipato, ognuno a modo suo ha spiegato cosa c’era che non andava tra di noi. C’é stato chi ha parlato di esclusione, chi di regole, chi di metodo e chi di comportamento. Alla fine della riunione ci siamo alzati con il cuore più leggero, almeno per me é stata un’esperienza di vita e un momento di verità che noi non abbiamo negato come invece succede quasi sempre. Di solito quando si verificano certe situazioni le persone tendono a sopportare e a tacere, così questi momenti preziosi vengono elusi, quasi ci fosse paura ad esporsi. Così ci tratteniamo dall’esprimere ciò che sentiamo veramente e per lo più perdiamo l’opportunità  di vivere la vita così come é, semplicemente così come é.

La scuola

La scuola é bella e spaziosa, alcuni corsi sono già operativi, ma mancano ancora  banchi, penne,  quaderni, insegnanti ecc. Durante l’incontro con il comitato della scuola il direttore ci ha chiesto altri finanziamenti per utilizzare al più presto tutta la struttura, in sostanza la scuola é molto bella, ma per il momento rimane carente di materiali. Inoltre i ragazzi che vogliono iscriversi devono aspettare la sovvenzione del governo. Nonostante i problemi la scuola ormai esiste e sarà un punto di riferimento per quelli che vogliono riscattare la propria esistenza.

E poi ho incontrato  Peter

Durante la festa per l’inaugurazione della scuola ho conosciuto Peter, un bambino di circa dieci anni, molto timido e insicuro lui non voleva nulla o almeno non chiedeva niente, mi ha chiesto come mi chiamavo e dopo averlo saputo ogni tanto mi chiamava e mi sorrideva. Aveva gli occhi grandi, neri e belli! Lui non chiedeva nulla, ma guardava con insistenza il mio capellino allora nonostante il divieto di fare regali gliel’ho dato e lui molto saggiamente se lo é messo in tasca. Alla sera prima di tornare al resort l’ho salutato e lui mi ha detto:”Domani domani” come a dire: ci vediamo domani! e chissà cos’altro voleva dirmi.

Il ritorno

Il viaggio di ritorno é stato tranquillo. Tutto ok. All’arrivo in aeroporto c’erano ad aspettarci Marco, Gilberto e Carlo che chiedevano a gran voce. “Come é andata, come é andata!” E’ andata bene! e già cominciavo a sentire il mal d’Africa…

P. s. Mia figlia ora sta bene, e abbiamo scoperto di che natura era il suo malore alla partenza: Erika aspetta un bambino, nascerà il

prossimo ottobre e si chiamerà Francesco o Francesca

Franca Camilli

comunque adesso un breve diario sulle attività svolte an Afrika.

Sabato 12/02/11 – Ritrovo davanti al Social Point alle 15:30, ci siamo tutti Davide, Nicola, Angelo, la Franca con sua figlia Erica, la Cinzia, la Manu, Simone, Max, La Miki e Mauro; si parte per l’ avventura!!!!

All’ aeroporto di Verona ci vengono a salutare gli amici del Social Point poi partiamo per l’ Afrika.

Partono insieme a noi gli amici di Trento, Gemona, Parma, Bologna, delle Marche e di Roma. Ci raggiungeranno poi gli amici della Sardegna e un altro gruppo del Friuli. Insomma c’è una bona partecipazione di “Parole Ritrovate”

Domenica 13/02/11 – Arriviamo a Malindi alle 10 del mattino circa, ci accolgono al Resort con un bicchiere di succo di frutta locale fresco.

Nel nostro stesso Resort, il Sea View, sono alloggiati Parma, Bologna, Gemona e una scolaresca di Trento, delle studentesse dei IV anno di un Liceo Socio-Pedagogico con alcune Insegnanti.

Gli altri gruppi alloggiano in un altro Resort.

Mentre noi abbiamo il compito di valutare i lo stato e i lavori fatti nelle scuola secondaria e parteciparne all’ inaugurazione, le studentesse sono partite con un progetto di partecipazione all’ attività di insegnamento alla scuola primaria.

Lunedì 14/02/11 – La Cinzia e l’ Erica hanno appuntamento con alcuni membri della scuola a Muyeye per organizzare gli addobbi per la festa di inaugurazione. Scelti i materiali e i temi vanno a fare compere per il loro realizzo.

Alla sera riunione con tutti i Gruppi per fare il punto della situazione.

Martedì 15/02/11 – Oggi dovevamo avere l’incontro a Muyeye con il Comitato della scuola, i genitori e gli studenti per capire a che punto era l’ organizzazione della scuola ma piove a dirotto ed è stato rimandato a Venerdì.

Mercoledì 16/02/11 – Tutti prendono parte alla realizzazione degli addobbi : chi taglia la carta colorata, chi la stoffa, chi cuce i gagliardetti e quant’ altro.

Giovedì 17/02/11 – Inaugurazione della scuola Superiore di Muyeye.

E’ presente anche un Ministro arrivato da Nairobi.

Dopo il “Taglio del nastro” e il discorso del Ministro si susseguono alcuni spettacoli preparati perlopiù dai ragazzi delle scuole, poi ci sono i ringraziamenti a “Parole Ritrovate” e “Itake” e questi sono talmente partecipati che ci lasciano commossi, qualcuno di noi trattiene a stento le lacrime mentre altri si sentono a disagio.

Infine ci sono i discorsi di Rito per quanto riguarda “Parole Ritrovate” parlano Renzo de Stefani, Angelo e la Mirella poi parlano due ragazze del Liceo Socio-Pedagogico; prima e dopo parlano il Comitato della scuola, Gli Insegnanti, le Autorità (per prime), ecc.

Mario, un ragazzo che conosce la lingua locale e che ha partecipato al progetto, fa sempre da traduttore.

E’ comunque stata una giornata di emozioni fortissime.

Venerdì 18/02/11 – Incontro con il Comitato della scuola i genitori e gli studenti a Muyeye.

Mario ci fa sempre da traduttore.

Ci viene detto a che punto è la scuola, quali corsi sono già attivati, quanti studenti ci sono per ogni corso e ci vengono presentati i professori.

Poi rispondendo a specifiche domande ci viene detto che i finanziamenti sono pochi e possono essere usati solo per alcuni capitoli di spesa (per esempio con questi non si possono pagare gli Insegnanti) e che dal Ministero sono stati promessi quattro Insegnanti e altri fondi, ma che sono promesse storicamente mai mantenute in pieno.

In pratica ci viene chiesto di continuare per un po’ a finanziare il progetto della scuola e ci viene fornita una lista dei materiali e delle attrezzature essenziali in ordine di importanza. Mah, ne discuteremo poi vedremo.

Nel pomeriggio andiamo a visitare le rovine della città di Gede, un’antica città mussulmana, poi andiamo alla spiaggia di Watamo.

Sabato 19/02/11 – Giornata di assoluto Relax, molti vanno a fare un giro a Malindi per comprare gli ultimi Souvenir.

Alla sera punto della situazione con tutti i gruppi presenti, quello che più emerge è una lamentela sul fatto che non si è sentito molto lo spirito del “fareassieme” tra i vari gruppi dato che il gruppo di Trento e soprattutto quello delle studentesse hannoSabato 12/02/11 – Ritrovo davanti al Social Point alle 15:30, ci siamo tutti Davide, Nicola, Angelo, la Franca con sua figlia Erica, la Cinzia, la Manu, Simone, Max, La Miki e Mauro; si parte per l’ avventura!!!!

All’ aeroporto di Verona ci vengono a salutare gli amici del Social Point poi partiamo per l’ Afrika.

Partono insieme a noi gli amici di Trento, Gemona, Parma, Bologna, delle Marche e di Roma. Ci raggiungeranno poi gli amici della Sardegna e un altro gruppo del Friuli. Insomma c’è una bona partecipazione di “Parole Ritrovate”

Domenica 13/02/11 – Arriviamo a Malindi alle 10 del mattino circa, ci accolgono al Resort con un bicchiere di succo di frutta locale fresco.

Nel nostro stesso Resort, il Sea View, sono alloggiati Parma, Bologna, Gemona e una scolaresca di Trento, delle studentesse dei IV anno di un Liceo Socio-Pedagogico con alcune Insegnanti.

Gli altri gruppi alloggiano in un altro Resort.

Mentre noi abbiamo il compito di valutare i lo stato e i lavori fatti nelle scuola secondaria e parteciparne all’ inaugurazione, le studentesse sono partite con un progetto di partecipazione all’ attività di insegnamento alla scuola primaria.

Lunedì 14/02/11 – La Cinzia e l’ Erica hanno appuntamento con alcuni membri della scuola a Muyeye per organizzare gli addobbi per la festa di inaugurazione. Scelti i materiali e i temi vanno a fare compere per il loro realizzo.

Alla sera riunione con tutti i Gruppi per fare il punto della situazione.

Martedì 15/02/11 – Oggi dovevamo avere l’incontro a Muyeye con il Comitato della scuola, i genitori e gli studenti per capire a che punto era l’ organizzazione della scuola ma piove a dirotto ed è stato rimandato a Venerdì.

Mercoledì 16/02/11 – Tutti prendono parte alla realizzazione degli addobbi : chi taglia la carta colorata, chi la stoffa, chi cuce i gagliardetti e quant’ altro.

Giovedì 17/02/11 – Inaugurazione della scuola Superiore di Muyeye.

E’ presente anche un Ministro arrivato da Nairobi.

Dopo il “Taglio del nastro” e il discorso del Ministro si susseguono alcuni spettacoli preparati perlopiù dai ragazzi delle scuole, poi ci sono i ringraziamenti a “Parole Ritrovate” e “Itake” e questi sono talmente partecipati che ci lasciano commossi, qualcuno di noi trattiene a stento le lacrime mentre altri si sentono a disagio.

Infine ci sono i discorsi di Rito per quanto riguarda “Parole Ritrovate” parlano Renzo de Stefani, Angelo e la Mirella poi parlano due ragazze del Liceo Socio-Pedagogico; prima e dopo parlano il Comitato della scuola, Gli Insegnanti, le Autorità (per prime), ecc.

Mario, un ragazzo che conosce la lingua locale e che ha partecipato al progetto, fa sempre da traduttore.

E’ comunque stata una giornata di emozioni fortissime.

Venerdì 18/02/11 – Incontro con il Comitato della scuola i genitori e gli studenti a Muyeye.

Mario ci fa sempre da traduttore.

Ci viene detto a che punto è la scuola, quali corsi sono già attivati, quanti studenti ci sono per ogni corso e ci vengono presentati i professori.

Poi rispondendo a specifiche domande ci viene detto che i finanziamenti sono pochi e possono essere usati solo per alcuni capitoli di spesa (per esempio con questi non si possono pagare gli Insegnanti) e che dal Ministero sono stati promessi quattro Insegnanti e altri fondi, ma che sono promesse storicamente mai mantenute in pieno.

In pratica ci viene chiesto di continuare per un po’ a finanziare il progetto della scuola e ci viene fornita una lista dei materiali e delle attrezzature essenziali in ordine di importanza. Mah, ne discuteremo poi vedremo.

Nel pomeriggio andiamo a visitare le rovine della città di Gede, un’antica città mussulmana, poi andiamo alla spiaggia di Watamo.

Sabato 19/02/11 – Giornata di assoluto Relax, molti vanno a fare un giro a Malindi per comprare gli ultimi Souvenir.

Alla sera punto della situazione con tutti i gruppi presenti, quello che più emerge è una lamentela sul fatto che non si è sentito molto lo spirito del “fareassieme” tra i vari gruppi dato che il gruppo di Trento e soprattutto quello delle studentesse hanno fatto spesso parte a sé; si è convenuto sul fatto che si può sempre migliorare!!!

Domenica 20/02/11 – Ritorno in Italia.

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One thought on “Ritorno da Muyeye

  1. Ora che sono tornata dall’africa sono tornata in viaggio: si, un viaggio nel viaggio per me che ormai da sei mesi vivo tra Modena ed il mondo trentino.
    Di certo sto seminando tantissimi ricordi, belli e brutti attraverso esperienze indimenticabili come quella che abbiamo appena vissuto, io come qualcun altro, per la seconda volta.

    E l’africa come solito appare nel suo saperci stupire, nella sua capacità di essere anche risorsa accanto a tante richieste d’aiuto.
    La scuola c’è, esiste, funziona. Certo mancano strumenti, anche i semplici banchi son pochissimi; pochi i soldi delle famiglie per pagare le iscrizioni; poco tutto.

    Ma se ripenso a com’è iniziata quest’avventura, credo che abbiamo realizzato vari sogni in pochissimi mesi, nemmeno due anni; quindi forse ora serve che Muyeye si riappropri del pole pole africano, del proprio tempo, della nostra scuola,.. con protagonismo e consapevolezza.
    Ci siamo mossi per fare qualcosa di importante circa il pregiudizio e la salute mentale e così pare essere, ora dobbiamo continuare a muoverci come ci contraddistingue: lasciare lo spazio di crescita e di acquisizione di protagonismo.
    Certo non è detto che vorranno prenderselo, ma a noi spetta provarci.

    E anche la settimana via, è stata un percorso di crescita, è successo quasi di tutto .. farmaci dimenticati, sensazioni di esclusione, farmaci non presi, golpe, lunghissime chiacchierate, confronti, litigi, risate; insomma la solita fitta schiera di emozioni che caratterizzano persone vive ed appassionate quali pare che siamo.. davvero incredibile come queste situazioni mettano davvero a confronto in una dimensione di nudità totale.

    Ed io sono sempre più convinta che un ramo di follia fa più bello l’albero della vita!
    Grazie ragazzi per credere in noi e per continuare ad imbarcarci in queste fantastiche avventure!!
    manuela

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