Sarò pazzo di te se …

MERCOLEDI’ 1 GIUGNO

Sarò pazzo di te se … ASCOLTI STORIE DI NOSTRI (E DI ALTRI) MONDI

Ore 21 Proiezione del film documentario “Muyeye”

di Juliane Biasi e Sergio Damiani.

Sulla terra rossa di Muyeye si sono incontrati due mondi, i bianchi matti e i neri poveri. Entrambi emarginati: gli uni a causa della malattia mentale, gli altri perché tagliati fuori dalle risorse. Li ha uniti il sogno di costruire qui tra la polvere una scuola professionale simbolo di riscatto e futuro.

 Ore 22.15 “Sparla con me” di e con Dario Vergassola

MARTEDì 7 GIUGNO Ore 21

Sarò pazzo di te se … M’INCANTI

In concerto:

Manto, Cecco Signa, Miss Barolo, Gappa, Officina del suono, Tommy Togni, Fermata Fornaci, Padre Gutierrez, Darkiska, Cristian Grassilli, i Fuali, e tanti altri

MERCOLEDì 15 GIUGNO Ore 21

Sarò pazzo di te se … SCAPPIAMO O RESTIAMO?

“Fuori pista” spettacolo teatrale.. storie di quotidiana follia

con il Teatro dei Venti – Lo spettacolo sarà presso il tendone entrata via Panni

MARTEDì 21 GIUGNO Ore 21

Sarò pazzo di te se … No matti .. no parti … (o quasi..)

Il progetto Up and Go … matti e cittadini in giro per l’ Europa

In collaborazione con il Centro Servizi Volontariato di Modena

tutte le serate si svolgeranno all’interno di Loving Amendola presso il Parco Amendola Sud – Modena

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Ritorno da Muyeye

Fareassieme lla nostra scuola a Muyeye è un progetto di “Parole Ritrovate” e “Itake” per costruire una scuola superiore in Kenya.

Raccolti i fondi molti gruppi sono partiti per verificare i lavori. L’ultimo è partito il 12 Febbraio 2011 e noi vi riportiamo un racconto dell’esperienza.

Reportage della nostra avventura del nostro secondo viaggio in Africa.

Il viaggio

Arrivati a Verona abbiamo dovuto superare un problema che ci ha dato qualche pensiero, infatti mia figlia ha avuto un malore. E’ stata subito soccorsa dalla guardia medica dell’aeroporto, ma sia io che il resto del gruppo ci siamo preoccupati. Mancava poco più di un quarto d’ora al decollo e io e Manuela eravamo ancora nell’infermeria aeroportuale. Fortunatamente mia figlia si é ripresa e all’ultimo momento siamo riuscite ad imbarcarci con gli altri. Il resto del viaggio é stato tranquillo e siamo arrivati in orario a Mombasa.

All’aeroporto di Mombasa ci aspettava una coda di circa due ore per regolarizzare i nostri documenti; avevamo caldo ed eravamo stanchi. Superata l’immigrazione ci prepariamo per l’ultimo step: prendiamo il pulmino per andare all’hotel, ma ci sono volute altre due ore di viaggio!

L’hotel era semplice, ma accogliente e gradevole,pulito e circondato da un bel giardino con piscina, i camerieri erano gentili e disponibili,

alcuni di loro parlavano bene italiano. I bungalow erano dislocati in vari punti del giardino; all’interno c’era il bagno la cucina e un ampia camera da letto. All’esterno, dalla parte posteriore della camera, c’era un bel patio arredato con delle comode poltroncine, un tavolo con le sedie e la possibilità di stendere gli asciugamani.

Gli occhi dei bambini il sole il mare il vento

Mi sei piaciuta Africa,nonostante gli occhi dei tuoi bambini  che senza parlare, raccontavano tutta la loro storia di sofferenza dignitosa come solo un popolo può esserlo nella povertà. Africa con la tua rassegnazione, con la tua umiltà, con le tue capanne fatte di fango non mi hai fatto pensare con tristezza ad una situazione estrema, ma ho sentito l’inaccettabilità della tua condizione, di chi non ha mai tregua nella ricerca di una ragione per vivere e sperare in un domani migliore. Per la tua gente  non c’é interruzione ogni giorno si combatte per la sopravvivenza, la tua gente umile e quindi forte, sorridente e quindi fiduciosa, mai troppo triste, mai troppo furba, mai arrabbiata, vive con onestà verso sé stessa. Africa ti ho sentita grande come se tu fossi la madre del resto del mondo.. nel sole, nel mare e nel vento.

Momenti di verità

Il nostro gruppo si é comportato bene, abbiamo avuto qualche attrito come quasi sempre succede quando si vive in comunità, però abbiamo superato le contrarietà, perché ci siamo seduti in cerchio e abbiamo parlato apertamente della situazione un po’ stagnante che si era creata. Quasi tutti abbiamo partecipato, ognuno a modo suo ha spiegato cosa c’era che non andava tra di noi. C’é stato chi ha parlato di esclusione, chi di regole, chi di metodo e chi di comportamento. Alla fine della riunione ci siamo alzati con il cuore più leggero, almeno per me é stata un’esperienza di vita e un momento di verità che noi non abbiamo negato come invece succede quasi sempre. Di solito quando si verificano certe situazioni le persone tendono a sopportare e a tacere, così questi momenti preziosi vengono elusi, quasi ci fosse paura ad esporsi. Così ci tratteniamo dall’esprimere ciò che sentiamo veramente e per lo più perdiamo l’opportunità  di vivere la vita così come é, semplicemente così come é.

La scuola

La scuola é bella e spaziosa, alcuni corsi sono già operativi, ma mancano ancora  banchi, penne,  quaderni, insegnanti ecc. Durante l’incontro con il comitato della scuola il direttore ci ha chiesto altri finanziamenti per utilizzare al più presto tutta la struttura, in sostanza la scuola é molto bella, ma per il momento rimane carente di materiali. Inoltre i ragazzi che vogliono iscriversi devono aspettare la sovvenzione del governo. Nonostante i problemi la scuola ormai esiste e sarà un punto di riferimento per quelli che vogliono riscattare la propria esistenza.

E poi ho incontrato  Peter

Durante la festa per l’inaugurazione della scuola ho conosciuto Peter, un bambino di circa dieci anni, molto timido e insicuro lui non voleva nulla o almeno non chiedeva niente, mi ha chiesto come mi chiamavo e dopo averlo saputo ogni tanto mi chiamava e mi sorrideva. Aveva gli occhi grandi, neri e belli! Lui non chiedeva nulla, ma guardava con insistenza il mio capellino allora nonostante il divieto di fare regali gliel’ho dato e lui molto saggiamente se lo é messo in tasca. Alla sera prima di tornare al resort l’ho salutato e lui mi ha detto:”Domani domani” come a dire: ci vediamo domani! e chissà cos’altro voleva dirmi.

Il ritorno

Il viaggio di ritorno é stato tranquillo. Tutto ok. All’arrivo in aeroporto c’erano ad aspettarci Marco, Gilberto e Carlo che chiedevano a gran voce. “Come é andata, come é andata!” E’ andata bene! e già cominciavo a sentire il mal d’Africa…

P. s. Mia figlia ora sta bene, e abbiamo scoperto di che natura era il suo malore alla partenza: Erika aspetta un bambino, nascerà il

prossimo ottobre e si chiamerà Francesco o Francesca

Franca Camilli

comunque adesso un breve diario sulle attività svolte an Afrika. Continua a leggere

Fare Assieme la “nostra” scuola a Muyeye


Fare Assieme la “nostra” scuola a Muyeye

Un ramo di follia fa più bello l’albero della vita

Un progetto ambizioso

Costruire una scuola professionale in un villaggio del Kenya

per combattere il pregiudizio che ancora accompagna la salute mentale

Oltre 200 persone partite dall’Italia

Utenti operatori famigliari cittadini di diverse realtà italiane si sono impegnate nel sostenere il progetto.

E’ così che sulla terra rossa di Muyeye, in Kenya, si son incontrati due mondi: i bianchi “matti” e i neri poveri.

Li ha uniti il sogno di costruire tra la polvere una scuola professionale, simbolo di riscatto e futuro.

Mercoledì 15 dicembre ore 20.30

Spazio la Tenda – Ingresso libero

Un’occasione per conoscere cosa abbiamo fatto anche grazie al vostro impegno

Social Point Presenta il documentario

“Muyeye”

Una sana follia africana

Muyeye è un villaggio polveroso sulla costa del Kenya. In una capanna di fango vive la famiglia di Nebat Jumba che si mantiene spaccando sassi. Un giorno a Muyeye arrivano dei bianchi, eccentrici ma diversi dai soliti turisti. Sotto il vecchio baobab i nuovi venuti raccontano storie di malattia mentale, ma promettono anche di costruire una scuola professionale gratuita e aperta a tutti. E’ il germoglio di un’amicizia che legherà due mondi distanti, eppure accomunati dall’essere esclusi: i bianchi “matti” marchiati dal pregiudizio, i neri tagliati fuori dalle risorse e dal futuro. Ma Nebat ha un motivo in più che lo lega ai nuovi amici: Riziki, la sua seconda moglie e madre dei suoi quattro figli, è tornata al villaggio dei genitori perché considerata pazza.

Un documentario sulla follia e sull’Africa che dimostra  come anche i “matti” possano cambiare il mondo.

Regia: Juliane R Biasi e Sergio Damiani

Musica originale: Roberto Mariani Pier Gianni Burreddu

Al termine della proiezione i racconti dei partecipanti all’avventura africana

Ascolta lo spot di Radio LiberaMente

Fareassieme la nostra scuola a Muyeye

“Fareassiaeme la nostra scuola a Muyeye” è un progetto di Parole Ritrovate in collaborazione con Itake per costruire una scuola superiore professionale a Muyeye in Kenya.

Itake ha riscontrato la necessità della costruzione della scuola in uno dei suoi viaggi in Kenya per potere dare una speranza in più ai loro giovani.

La scuola comprenderà corsi professionali che si pensa possano servire ai giovani del posto come corsi di saldatura, di falegnameria, ecc. E’ un progetto a livello nazionale e noi di Modena abbiamo raccolto la nostra parte di fondi tramite varie iniziative come serate in locali (il “Vibra”), vendita cartoline, vendita magliette,ecc.

Poi siamo partiti per l’Africa, con il compito di controllare i lavori e portare i nostri fondi. Di Modena eravamo in 14 ma c’era tutta l’Emilia Romagna e in totale eravamo in 39 e durante la permanenza si sono aggiunti due di Napoli. É stata un’esperienza meravigliosa, contornata da diversi aspetti legati alla popolazione, come per esempio l’accoglienza dei bambini al nostro arrivo al complesso delle scuole che ci sono venuti incontro festosi e gioiosi.

Angelo

Flight to Muyeye: la cena di autofinanziamento

Venerdi 29 gennaio alle 20,00 nella sala polivalente adiacente al Vibra – centro culturale Left – in via 4 Novembre 40/a si terrà la cena di autofinanziamento del progetto “Fare assieme la nostra scuola a Muyeye”.  La quota di partecipazione individuale per gli adulti è di 22 euro mentre per i ragazzi fino a 12 anni l’offerta è libera. Il menù della cena prevede penne alla boscaiola, tigelle, dolci e frutta, mentre la serata sarà allietata dallo staff di Radio Liberamente. Per partecipare occorre prenotare entro il 25 gennaio.

Il progetto “Fare assieme la nostra scuola a Muyeye”, che vede la collaborazione di  Social Point, Comune di Modena, Consorzio di Solidarietà Sociale, Centro Servizi per il Volontariato, Associazione Insieme a Noi, Associazione Rosa Bianca, Cooperativa Sociale Aliante, Cooperativa Sociale Oltre il Blu, Cooperativa Oltremare, Circolo Culturale Left,  ARCI Solidarietà, Associazione Voice Off, Associazione Moxa, procede a pieno ritmo. Mentre la costruzione della scuola va avanti, il gruppo misto di operatori, utenti e famigliari si prepara a raggiungere il villaggio kenyano per instaurare e stabilizzare rapporti di collaborazione e partnership con la comunità locale.
Al fine di sostenere le spese di viaggio degli utenti dei Servizi di Salute Mentale e contribuire alla realizzazione dell’obbiettivo principale di questo progetto. “Ognuno di noi farà le sue amicizie, le sue scoperte, proverà emozioni forti ma di certo rimarrà un ponte sul quale sarà bello costruire progetti ed idee.. perché non ci sarà la salute mentale a fare da collante primo ma ci saranno le emozioni di vita!” afferma Manuela Ciambellini – coordinatrice del progetto Social Point – ricordando l’importanza dell’iniziativa.